sabato 19 ottobre 2013
Acido Lattico #538
Renzi: "Voglio una rivoluzione capillare della politica". Non pensavo decidesse di non candidarsi. (Fabio Bellacicco)
Albano e Romina si sono esibiti insieme a Mosca. Il concerto è stato registrato e sarà trasmesso 24 ore su 24 nella cella della leader delle Pussy Riot. (Davide Rossi)
Cina, vendono la loro figlia per comprare un iPhone. I genitori si giustificano: "Era in offerta!!!". (Andrea Canavesi)
Pornostar vuole Brunetta per film a luci rosse. Le piacerebbe che facesse anche a lei quello che ha già fatto ai dipendenti pubblici. (Augusto Rasori)
Napolitano chiamato a testimoniare sulla trattativa Stato-mafia. Cancellieri: "Inusuale". Come una trattativa Stato-mafia. (Francesco Conte)
Spaccatura nel PDL. O, come la chiamano loro, vagina della Santanché. (Fabio Corigliano)
La Pascale chiede 10 milioni di danni sia a Santoro che alla Bonev. E allora sarà bisessuale. (Fabio Bellacicco)
"Sassari. I carabinieri gli ritirano la patente ma l’uomo si vendica e distrugge la loro auto col trattore". Forse era meglio se gli ritiravano il trattore. (Albert Huliselan Canepa)
Traduttore lattico
1. Qual è la verità?
Mi chiamo Piergiorgio Odifreddi e sono un logico matematico. Il che significa che ho passato la mia vita a cercare di capire qual è la risposta alla domanda del titolo. Che secondo la leggenda, fu posta da Pilato, anche se poi lui se ne andò senza neppure aspettare che il suo interlocutore provasse a rispondere.
Le risposte però ci sono, benché ovviamente interessino più i pochi logici in circolazione, che i tanti Pilati che se ne lavano le mani di cosa sia la verità. In particolare, secoli di indagini hanno prodotto una classificazione dei suoi vari tipi.
Si parte dalle verità matematiche, che sono dimostrate in maniera logica e controllabili da chiunque abbia un’alfabetizzazione adeguata. Si passa alla verità scientifiche, che non sono mai completamente assodate, e sempre sottoposte a continue verifiche sperimentali, spesso effettuabili solo da chi abbia adeguati mezzi tecnologici. Si arriva poi alle verità storiche, che si basano su testimonianze di varia mano, relative a fatti unici e non riproducibili, e che dunque non possono mai avere il grado di affidabilità delle verità scientifiche, per non parlare di quelle matematiche.
Da un punto di vista individuale, poi, il grado di certezza che ciascuno di noi assegna alle varie verità dipende non solo dalla loro natura, ma anche dalla nostra conoscenza di esse. Il teorema di Fermat, ad esempio, è stato dimostrato da Andrew Wiles, ma anche un matematico come me non ha gli strumenti concettuali per capirne la dimostrazione: dunque, la mia certezza della verità del teorema si basa su testimonianze di seconda mano, in particolare su libri e articoli di divulgazione, e non su una conoscenza diretta.
2. Qual è la verità?
Mi chiamo Piergiorgio Odifreddi e ho detto una cazzata, ma non lo ammetterò mai. (Augusto Rasori)
1. Renzi: «Non attacco il governo, dico ciò che serve all'Italia in futuro».
2. Renzi: «Attacco il governo». (Andrea Michielotto)
1. Monti: "Mauro e Casini ritengono che l'appoggio al governo debba essere senza se e senza ma"
2. Monti: "Mauro e Casini ritengono che l'appoggio al governo debba essere senza se e senza me" (Andrea Michielotto)
Notizie parallele
1. Casini: “Monti è una risorsa, sarà difficile rinunciarvi” (5-4-12, blitzquotidiano.it)
2. Ferdinando Casini sta con Mario Monti: “Non si può tornare indietro” (29-7-12, direttanews.it)
3. E Casini sta con Monti: ha evitato il disastro. (8-8-12, liberoquotidiano.it)
4. Casini difende Monti tra rigore e serietà. (24-11-12, giornaledipuglia.com)
5. Casini contro Monti: "E' rissoso". (18-10-13, qn.quotidiano.net/Augusto Rasori)
India: santone sogna tesoro, al via scavi. (ansa.it/Silvio Perfetti)
Carnac
1. Maradona: "Perseguitato nel paese delle tasse".
2. Quale sarebbe il suo slogan se tentasse una carriera politica in Italia? (Augusto Rasori)
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venerdì 18 ottobre 2013
Acido Lattico #537
Maradona a Milano per presentare un DVD. In delirio migliaia di grillini. (Fabio Corigliano)
Abu Mazen in Vaticano. Bergoglio regala una penna al leader palestinese. Abu Mazen: “Vorrei usarla per firmare l'intesa con Gerusalemme”. Papa Francesco: “Allora gliene do una che scrive”. (Silvio Perfetti)
Trattativa Stato-Mafia, Napolitano sarà sentito come testimone. I giudici vogliono capire se anche allora cercò le larghe intese. (Andrea Michielotto)
Videotestamento di Priebke: “I comunisti volevano la rappresaglia”. Ma la parte più interessante è quella in cui parla del sadomasochismo degli ebrei. (Matteo Adami)
Traduttore lattico
1. James Blunt: "Moon Landing è un album molto personale".
2. James Blunt: "Moon Landing è un album palloso e intriso di facile vittimismo come tutta la mia produzione discografica. Ah, non dimenticatevi che ho fatto pure la guerra in Kosovo". (Andrea Canavesi)
giovedì 17 ottobre 2013
Acido Lattico #536
Tra i giovani è tornata a diffondersi la sifilide. Ormai ci sono così tanti casi che Demi Moore ha cominciato a scopare con uomini della sua età. (Davide Rossi)
Madre accoltella il figlio di 11 anni. Lei era in cura per depressione. Bè, mi sa che non ha funzionato. (Silvio Perfetti)
GB, alla BBC, Ministro immigrazione attacca profugo iracheno intimandogli di tornarsene a casa sua. L'uomo: "Lo farei, se ci fossero ancora case in Iraq". (Fabio Corigliano)
Suona l'allarme, momenti di panico al Senato. Gasparri: "Volevo solo tirare lo sciacquone". (Francesco Conte)
California, trovato pesce serpente lungo 6 metri. E' talmente grande che il pescatore non è riuscito a mentire. (Gianni Zoccheddu)
Berlusconi: "Come posso restare con chi mi accoltella?"
Guarda, buona parte degli italiani se lo chiede da vent'anni. (Albert Huliselan Canepa)
Sequestrato ospizio lager: gli infermieri infierivano sugli anziani somministrando loro forti sedativi o facendoli decadere da senatore. (Andrea Michielotto)
1. Emilio Fede: "Francesca Pascale non è lesbica, è una donna di sani principi".
2. Emilio Fede: "Francesca Pascale è lesbica, ma per i soldi si scoperebbe anche un panda". (Davide Rossi)
1. Piero Pelù: "'Mille Uragani' è una song molto particolare che musicalmente mi evoca qualcosa della pre new wave bowiana berlinese ma che poi sconfina in parti quasi dark metal e hard southern rock".
2. Piero Pelù: "Sto seguendo un corso d'inglese in musicassette". (Gianni Zoccheddu)
Parallele
1.I politici hanno una loro etica. Tutta loro. Ed è una tacca sotto quella di un maniaco sessuale. (Woody Allen)
2.Andrea Putzu, consigliere comunale e regionale: "Seppelliamo Priebke a Porto Sant'Elpidio. Vi ricordo che anche ai pedofili fanno i funerali". (Il Corriere Adriatico.it -16/1013-Sergio Marinelli)
mercoledì 16 ottobre 2013
Acido Lattico #535
Ladri in casa di Alemanno: "Porca puttana, è la casa di zio Gianni!" (Andrea Canavesi)
Lo scrittore Amos Oz è il vincitore del Premio Kafka. Ma non riuscirà mai a sapere il perché. (Augusto Rasori)
È morto Hans Riegel, il patron della Haribo. Verrà osservato un minuto di silenzio in tutti gli studi dentistici. (Silvio Perfetti)
Il nuovo sito di Repubblica è talmente brutto che Rihanna non osa fare nulla per timore di comparirvi. (Augusto Rasori)
Priebke, funerali e tensione ad Albano: calci e pugni all'auto col feretro. Fa piacere vedere che non tutto il suo insegnamento è andato perduto. (Stefano Pisani)
Calci e pugni sul carro funebre che trasportava Erich Priebke. Fortunatamente nessuno l'ha fatto uscire. (Davide Rossi)
Fa sesso con la madre della fidanzata, ora sono incinte entrambe. Voleva a tutti i costi farsi una famiglia. (Vittorio Lattanzi)
Traduttore Lattico
1. Paul McCartney: "I nuovi Beatles? Mi piacciono gli One Direction".
2. Paul McCartney: "Qualcuno dovrebbe sparare a un membro degli One Direction". (Davide Rossi)
1. Paul McCartney: "I nuovi Beatles? Mi piacciono gli One Direction".
2. Paul McCartney: "Sono diventato sordo". (Federico Graziani)
1. Bossi: "Senza la mia legge ora in Italia ci sarebbero una montagna di clandestini."
2. Bossi: "Grazie alla mia legge ora a Lampedusa ci sono una montagna di clandestini morti." (Albert Huliselan Canepa)
Qual era la domanda
1. Lorenzin: "Nelle prossime ore torturerò Saccomanni".
2. Giornalista: "Perché indossa quell'enorme strap-on?". (Andrea Michielotto)
martedì 15 ottobre 2013
Acido Lattico #534
Madagascar. Italiano linciato dalla folla: "E' un trafficante d'organi!". "E' falso, sono innocente", ha giurato l'accusato mettendo la mano sul cuore che teneva in un contenitore. (Albert Huliselan Canepa)
Un finalista di Masterchef Usa è stato
ucciso con un colpo di pistola alla testa. Servire caldo, 3 o 4
persone. (Andrea Canavesi)
Germania. Un uomo ha dimenticato la
moglie all'autogrill durante la luna di miele; se n'è accorto dopo
200 km, quando gli è venuta voglia di farselo succhiare mentre
guidava. (Davide Rossi)
Calcio. Cassano: “Prandelli convoca tutti tranne me”.
Prandelli: “Ok”. (Albert Huliselan Canepa)
lunedì 14 ottobre 2013
Acido Lattico #533
Miley Cyrus: un milione di dollari per girare un porno. Proposta shock della casa di produzione "Game Link". Io avrei offerto anche di più, pur di farla smettere di cantare. (Stefano Pisani)
Cagliari. Atterraggio d'emergenza per volo Ryanair con motore in avaria. I passeggeri: "Pilota bravissimo. E per soli 20 euro in più". (Fabio Corigliano)
SPECIALE ERICH PRIEBKE
L'Argentina rifiuta la sepoltura a Priebke: "Non accogliamo criminali nazisti morti". (Rosaria Greco)
Non sono d'accordo con l'idea di negare le esequie ad Erich Priebke. Sarebbe più intelligente organizzare dei sontuosi funerali pubblici, e schedare i presenti. (Rosaria Greco)
Morte Priebke, ancora bufera sui funerali. Il legale: "Chiesa vietata, allora in strada". Che ne dici di via Rasella? (Sergio Marinelli)
Priebke, negate le esequie in chiesa. D'altronde non era mica Pinochet. (Fabio Corigliano)
AAA Cercasi monolocale zona Roma per svolgimento funerali Priebke (Andrea Canavesi)
domenica 13 ottobre 2013
Acido Lattico - Il Domenicale #27
VELINE
Cominciava a far buio.
Marco strinse il telecomando fra le mani, e scrutò l’uomo nello schermo. Normalmente non avrebbe perso tempo a guardare certe porcherie in tv, ma quella sera, a quanto pareva, avrebbe fatto un’eccezione.
“Chiamiamo sul palco l’aspirante velina numero 5” disse Ezio Greggio, e tutto il pubblico fece un applauso. Marco continuava a guardare lo schermo, freddo, impassibile, immobile.
Era strano. Era come se avesse la testa da un’altra parte e, allo stesso tempo, come se stesse studiando attentamente l’uomo in tv, che al momento era occupato a parlare con una ragazza alta circa un metro e ottanta con i tacchi, bionda, carina, con due occhi grandi che davano come l’impressione che dietro non ci fosse traccia di materia grigia.
“Che spettacolo hai preparato per stasera?” chiese il presentatore impaziente.
“Canterò una canzone di Francesco De Gregori” rispose l’aspirante velina numero 5.
“Benissimo” fece Ezio Greggio, “e quale ci canti? La mia preferita è Alice guarda i gatti e i gatti guardano le alici”. Il pubblico rise. Anche la concorrente rise, e si finse imbarazzata.
Dopo l’esibizione canora della concorrente numero 5, Ezio Greggio presentò Penelope Cruz, e salì sul palco un uomo sulla sessantina con un vestito rosso e una parrucca. Tra il pubblico si sentirono grasse risate. La ragazza bionda e alta guardava Penelope Cruz con un sorriso compassionevole.
“E lei sarebbe Penelope Cruz?” chiese Ezio Greggio con fare divertito, e il vecchietto rispose: “Seguro!”
Tutti risero, e a quel punto Penelope Cruz lasciò il palco salutando il pubblico.
Marco era sempre lì, spaparanzato sul suo divano, con solo la testa e le spalle appoggiati allo schienale, e col telecomando stretto in una mano, come un bambino che guarda un film dell’orrore e si tiene pronto per cambiare canale nelle scene più spaventose.
Davanti al divano c’era un piccolo tavolino, sopra il quale c’erano una birra e un pacco di patatine già aperto. Marco si chinò verso il tavolinetto, prese due patatine e si mise a sgranocchiarle, senza distogliere lo sguardo dal televisore.
Fu allora che Ezio Greggio disse: “Uan, ciu, tri, stacchetto!” e l’aspirante velina bionda si mise a ballare sulle note del tormentone dell’estate, una canzone molto festaiola, estiva, che non a caso faceva da sottofondo musicale anche a una nota pubblicità di gelati. La ragazza bionda ballava in modo molto provocante e, anche se si era finta innocente e timida per tutto il tempo, era chiaro che voleva che tutti guardassero il suo culo.
Per la concorrente numero 6 la scena fu analoga. Poco dopo arrivò il momento di aprire la busta contente il numero della vincitrice.
Ezio Greggio la aprì e guardò il numero curandosi di non farlo vedere alla telecamera.
“La vincitrice è la concorrente numero…” passarono circa tre minuti. “La concorrente numero 7!”
Ci fu un attimo di silenzio, poi il pubblico rise perché la concorrente numero 7 non esisteva. Risero anche le sei aspiranti veline.
“La vincitrice è la concorrente numero…” ripeté Ezio Greggio.
Marco improvvisamente si mise a cercare un qualcosa che probabilmente era incastrato fra i materassi del divano e tirò fuori un cellulare. Fece un numero, e attese solo qualche secondo.
“Pronto?” rispose una ragazza.
“Ciao”.
“Che hai? Stai ancora pensando a quella faccenda di cui parlavi ieri sera?” si affrettò a chiedere la ragazza. Dalla voce si intuiva che non era italiana, probabilmente veniva dall’est. Comunque parlava l’italiano piuttosto bene.
“Sì” rispose Marco, con voce ferma.
“E cos…” provò a dire lei, ma Marco non la lasciò finire. “Dobbiamo farlo. Devi farlo” tagliò corto.
“Non lo so, Marco…” titubò lei. Intanto Ezio Greggio aveva decretato vincitrice l’aspirante velina numero tre. Le misero la corona, e le altre cinque ragazze andarono ad abbracciarla, fingendosi felici per lei.
“Stammi a sentire, Irina. Vuoi diventare famosa o no?” fece Marco alzando la voce, come se avesse già perso la pazienza.
“Sì, sì, è solo che… non in questo modo, ecco” spiegò Irina.
“È il modo più efficace, credimi” ribatté Marco.
Il giorno seguente Irina era irreperibile. Marco provò a chiamarla diverse volte, ma l’unica voce che sentì provenire dal suo cellulare fu quella della signorina della Vodafone, che Marco aveva sempre immaginato come una cicciona bionda dai modi gentili.
Verso le otto di sera, Marco decise di andare a trovare Irina nel suo appartamento. Abitava in un quartiere umile, ma tutto sommato tranquillo, senza troppi criminali.
“Chi è?” chiese Irina quando Marco citofonò.
“Io”.
“Sali”.
Marco salì le scale per due piani e trovò la porta aperta. Entrò e chiuse.
Irina era in cucina, intenta a prepararsi qualcosa per cena. Aveva due occhi che ricordavano il ghiaccio. I capelli erano neri e lisci, unti di olio. Era tutta sudata. Indossava dei pantaloncini apparentemente molto comodi e una canottiera bianca che lasciava intravedere i capezzoli in trasparenza.
C’era un piccolo televisore, posto su un mobile in un angolo. In quel momento davano il telegiornale.
“Che cazzo di caldo che fa qua dentro” disse Marco senza salutare.
“Ci sono i fornelli accesi” spiegò lei.
“Beh, che fine avevi fatto?”
“Ho avuto da fare”.
“Certo” borbottò Marco fra sé, “come no”.
Ci fu qualche minuto di silenzio. Entrambi erano sovrappensiero. Passò, forse, mezz’ora, quando una voce proveniente dalla televisione richiamo la loro attenzione. Si girarono, e guardarono lo schermo senza dire una parola.
“Sono venuta con mia madre” disse la ragazza affianco ad Ezio Greggio, e indicò una signora.
“Ma sembra tua sorella!” esclamò il presentatore, e la donna, palesemente di una certa età, si mise a ridere, lusingata.
Marco e Irina continuavano a guardare lo show, nessuno dei due sembrava intenzionato a parlare. Poi Marco ruppe il silenzio. “Senti, io lo dico per te”.
“Lo so che lo dici per me” ribatté Irina, “lo so! Me l’avrai detto un migliaio di volte. È che non sono sicura. Non so se voglio farlo davvero. Non so se è così che voglio diventare famosa”.
“E io ho sentito mille volte questa risposta!” si spazientii Marco. “Basta, me ne vado”.
Fece per andarsene, poi si fermò. “Saresti perfetta, Cristo. Sarebbe tutto perfetto se tu mi dessi retta. Diventeresti famosa in un attimo, credimi”.
Irina non rispose. Si diresse verso la finestra. Si affacciò, e fisso la strada.
Marco, che si aspettava una risposta, questa volta se ne andò infuriato. “Fa’ come vuoi, sul serio. È la tua vita, perciò fa’ come cazzo vuoi”. Sbatté la porta. Irina poco dopo lo vide sulla strada che camminava a passo svelto, coi pugni stretti.
Irina era turbata. Avrebbe voluto urlare a Marco, dalla sua finestra, un sacco di cose. Decise però di stare zitta. Sapeva che Marco aveva ragione, tutto sommato. In fondo, era quello che voleva anche lei, no?
Marco non riuscì a dormire. Prese sonno solo verso le tre di notte, quando d’un tratto squillò il cellulare. Per un attimo gli parve di sognare, poi capii che il telefono squillava sul serio. Allungò la mano verso il comodino e lo prese.
“Pronto” rispose.
“Voglio farlo” disse Irina.
“Arrivo”.
Marco corse nel piccolo monolocale di Irina. In strada non c’era nessuno. Quando gli aprì la porta si catapultò verso di lei e le infilò la lingua in bocca, e dopo un lungo bacio appassionato le mostrò una bottiglia di spumante scadente che aveva comprato per l’occasione. “Dobbiamo festeggiare” disse, e lo stappò. Irina prese due bicchieri dalla credenza, e Marco ne versò un po’ a tutt’e due.
“Allora” iniziò lui entusiasta, “mettiamoci a lavoro. Vuoi partecipare come bionda o mora?”
“Che importanza ha?” chiese lei.
“Beh… anzi, sai che ti dico? Che importanza ha? Stasera voglio solo festeggiare. Vedrai, la gente guarderà solo te. Si dimenticheranno delle altre cinque correnti. Sarai tu la protagonista”.
“Dici?” chiese Irina sorridendo.
“Sarà la tua serata”.
Si scambiarono un bacio.
“Ma ora non è questo l’importante” fece di nuovo Marco. “Adesso festeggiamo. Vieni qui” la baciò ancora, “scopiamo”.
Sul palco era il momento degli ultimi preparativi. Qualcuno controllava che per l’audio fosse tutto a posto, qualcuno provava le luci. C’era già un sacco di gente.
In mezzo a tutta quella confusione, Marco cercava di incoraggiare Irina. “Sarai fantastica, sarà tutto perfetto, vedrai. Come ti senti?”
“Benissimo. Come ti sembro?”
“Sei bellissima”.
Irina sorrise. Aveva i tacchi alti, e indossava una camicetta scollata e un paio di short. Tutto d’un tratto si fece cupa.
“Stai tranquilla” la rassicurò Marco. “Andrà tutto bene. Devi fare solo quello che ti ho detto. Quando ti chiederà che cos’hai preparato, tu fai quello che devi fare. Sarà un successo, tutti parleranno di te”.
“Ok” disse lei rincuorata, “sono pronta”.
“Stanno per iniziare, credo. Io vado. Ci vediamo dopo lo show. Forza e coraggio. Dammi un bacio. Ecco, così. A dopo”.
“A dopo, amore”.
Salì sul palco il Gabibbo, che salutò tutti e presentò Ezio Greggio. Il presentatore non si fece attendere ed esordì con una serie di giochi di parole che fecero sganasciare dalle risate tutti i presenti, a parte Marco.
Irina era la concorrente numero 4. La prima concorrente raccontò una barzelletta, e durante lo stacchetto diede a tutti l’impressione di essere un pezzo di legno. La seconda fece l’imitazione di Berlusconi, e ballò abbastanza bene. La terza aveva le tette grandi, interpretò alcuni dialetti della penisola, e più che ballare si limitò ad agitare le tette.
“Chiamiamo sul palco l’aspirante velina numero 4” annunciò Ezio Greggio, e Irina si presentò a salutando tutti con un’espressione che aveva l’aria di essere un sorriso.
“La concorrente numero 4 si chiama Irina Petrescu. Sei nata in Italia, Irina?”
“No” rispose lei timidamente, “sono nata a Bălți. Sono venuta in Italia cinque anni fa”.
“Oh” fece Ezio Greggio, “e quanti anni hai?”
“Ventitré”.
“Sei venuta qua da sola?” chiese Ezio Greggio come di consueto.
“No, oh…” Irina cercò Marco tra il pubblico, lo trovò quasi subito. “Sono venuto qui col mio fidanzato, Marco”. E lo indicò.
“Benissimo, salutiamo Marco!” si entusiasmò Ezio Greggio. “Complimenti, hai una ragazza bellissima”. Marco sorrise e fece un cenno con la testa come per dire “grazie”. Sembrava seccato.
Seguirono tutte le altre domande che facevano parte della prassi. Mano a mano che passava il tempo, Marco sembrava sempre più impaziente. Tutto solo in mezzo a tutta quella gente.
“Allora, Irina” fece finalmente Ezio Greggio. “Che numero hai preparato per stasera?”
Irina scambiò uno sguardo d’intesa con Marco, poi disse: “È una sorpresa”. Sembrava molto nervosa. Anche Marco lo era.
“Benissimo” disse Ezio Greggio, “allora ti lascio il palco tutto per te”.
“Oh, no” si affrettò a chiarire Irina. “Questo numero richiede anche la tua presenza”.
“Ah, va bene, ma… qui davanti a tutti?” scherzo Ezio Greggio. “C’è anche il tuo fidanzato, dai”. Tutti risero. Questa volta rise anche Marco, sarcasticamente.
“E va bene, facci vedere cos’hai preparato”.
Irina avanzò di due passi verso il pubblico e fece un grosso sorriso a tutti. Sì fermò un attimo a cercare lo sguardo di Marco ancora una volta. Lui la guardò, le fece un sorriso e annuì.
Irina s’infilo la mano negli short e tolse fuori una piccola pistola, che tutti immaginarono fosse un giocattolo. “Sei una poliziotta?” si affrettò a dire Ezio Greggio. Irina non rispose, si girò verso di lui e gli sparò un colpo. Lo colpì in pieno volto, fracassandogli la testa. Frammenti di cervello andarono a colpire i giurati, ed il corpo cadde a terra. In pochi secondi si formò un lago di sangue.
Tutti i presenti fecero per scappare, poi Irina gettò la pistola a terra, facendo capire di aver finito. Si fermarono tutti. Ci furono attimi di silenzio. Silenzio assoluto.
Poi il caos. Tutti urlavano, piangevano, si disperavano. Tutti guardavano Irina. Il corpo senza vita di Ezio Greggio era uno spettacolo raccapricciante al quale nessuno voleva assistere. Solo Marco riusciva a guardarlo. Poi anche lui guardò Irina. Si guardarono. Marco le fece un sorriso; lei ricambiò.
Le altre aspiranti veline erano spaventate, disgustate, disperate. Soprattutto le concorrenti numero 5 e 6. “È terribile” continuavano a dire piangendo, “non ci esibiremo più”.
(Alessandro Cappai)
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